Martedì, 11 Febbraio 2020 16:53

E’ MORTO LYLE MAYS.

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IL CELEBRE TASTIERESTA DEL PAT METHENY GROUP E’ SCOMPARSO ALL’ETA’ DI 66 ANNI.

Se ne è andato un altro. Un altro di quei grandi e indimenticabili artisti che hanno dilatato oltre le frontiere del secondo millennio l’esperienza creativa del ‘900. All’età di 66 anni, ancora maledettamente troppo giovane, è morto il 10 febbraio a Los Angeles, dopo una lunga malattia, il pianista, tastierista e compositore americano Lyle Mays, fondatore, nel 1976, con il chitarrista Pat Metheny del “Pat Metheny Group” a cui si aggiungeranno il bassista Jaco Pastorius (per l’album Bright size life), poi sostituito da Mark Egan e il batterista Danny Gottlieb, tutti e due membri della Gil Evans Orchestra. Insomma, tutti grandi musicisti e jazzisti, ma che faranno del jazz il punto di partenza su cui e con cui costruire un mondo di sonorità tutto nuovo e senza confini: la fusion, poi world music, poi latin jazz e poi, poi… E poi musica e basta. Musica di complesse armonie, di inaspettate melodie, di sorprendenti contaminazioni, di indiscutibili virtuosismi. Nessun limite, nemmeno all’interno del gruppo che è stato sempre un luogo in cui ritrovarsi per far esplodere quella creatività raccolta in mille altre esperienze da solisti, compositori e sideman.  Sono infatti tantissimi i musicisti con i quali Lyle Mays ha collaborato nel corso della sua carriera. Anche se il punto di partenza delle sue sonorità cristalline originate da una sensibilità fuori dal comune è Bill Evans a cui è dedicato “As Falls Wichita, So Falls Wichita Falls” del 1981. Il piano jazz. Del resto il pianista di Wausaukee, dove era nato da una famiglia di musicisti, dopo solidi studi di pianoforte e composizione e arrangiamento, inizia ad avere un grande successo con la North Texas Lab Band con cui pubblicherà l’album “Lab ‘75”. Poi l’incontro con Pat Metheny con il quale collaborerà fino al 2005.

La musica di Lyle Mays è come la sua figura: lieve, ricca di sensibilità e di grazia. E così lo ricordo nella bolgia infernale del Teatro Tendastrisce di via Cristoforo Colombo a Roma nell’aprile del 1985 con il Pat Metheny Group con cui allora suonavano Steve Rodby al basso, Paul Wertico alla batteria e percussioni, Pedro Aznar alla voce e percussioni. Su tutto si alzavano le sonorità del piano e delle tastiere di Lyle Mays che ti portavano via dalla folla, dai corpi che premevano, via da ogni altro pensiero. Come accade ancora oggi, mentre ascolto “Letter From Home”, Chris”, “The last tavern” e tutto, tutto il resto. Buon viaggio Lyle.   

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