Domenica, 12 Febbraio 2023 17:12

50 ANNI E NON SENTIRLI: GLI ALBUM CHE SONO GIA’ STORIA

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RACCONTI DI UN VECCHIO COLLEZIONISTA DI VINILI di MR. PROG

1973-2023. Compiono 50 anni quest’anno alcuni tra i più interessanti album musicali che siano mai stati pubblicati nel corso del tempo. Alcuni diventati pietre miliari del rock di ogni genere; altri meno conosciuti ma non meno importanti dal punto di vista artistico e per ciò che hanno rappresentato nel panorama musicale nel corso del tempo. Difficile e, forse, ingiusto fare una classifica tra essi poiché, per aspetti di diverso tipo, sono tutti da ricordare in occasione del loro compleanno. Ma è normale che ci possono essere preferenze personali sulla base delle emozioni che ciascuno di noi può avere ascoltandoli.

Ecco la descrizione, in modo molto sintetico, di alcune delle caratteristiche salienti dei 10 LP che, secondo il mio parere, meritano di essere “festeggiati” per il loro compleanno e fatti conoscere a chi non ha mai avuto la fortuna di sapere della loro esistenza. Cominciamo:

10) EAGLES – DESPERADO: viene pubblicato il 17 aprile del 1973. Il sound è quello della musica della West Coast americana con brani come Desperado (appunto), Doolin’ Dalton e Tequila Sunrise che diventeranno brani eseguiti in ogni concerto che gli Eagles terranno nelle loro tournee. Un album di facile ascolto; un concept album che narra le vicissitudini di una banda di fuorilegge. A volte con sonorità che possono apparire un pò malinconiche ma che fanno sognare di territori con spazi sconfinati del selvaggio West attraversati in solitaria a dorso di un cavallo.

9) ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA – ELO 2: pubblicato il 02 marzo del 1973. Gli Electric Light Orchestra sono un gruppo inglese inizialmente di rock progressive che arriveranno al successo mondiale solo qualche anno dopo, nel 1976, con l’album A new world record, e ancor più con l’album Discovery, nel 1979, caratterizzati da un pop rock melodico/sinfonico comunque di buon livello. Ma ELO 2, il secondo album che pubblicano, è sicuramente catalogabile nell’ambito del movimento prog e, anche se non ottenne un successo commerciale importante, il brano Roll Over Beethoven, cover del brano scritto da Chuck Berry nel 1956 ed inserito nell’album, raggiunse, invece, la Top10 sia negli USA che in UK. Un rivisitazione del brano che mantiene comunque il suo originario stile Rock’n’roll.

8) JETHRO TULL – A PASSION PLAY: pubblicato il 23 luglio 1973. Reduci dal successo di due album che sono la storia del prog inglese (Aqualung e Thick as a brick) e l’album/raccolta Living in the past, i Jethro Tull sfornano un disco non facile da ascoltare. E’ un album che non si presta a mezze misure; o si ama o si odia. Ma dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse il bisogno, che la capacità artistica di Ian Anderson e soci copre uno spettro molto ampio della musica arrivando a sperimentare soluzioni che possono, a volte, risultare anche incomprensibili a chi ascolta. A passion play è un disco difficile al primo ascolto ma piano piano ti entra dentro e si fa scoprire quale opera di alto livello compositivo.

7) LED ZEPPELIN – HOUSES OF THE HOLY: pubblicato il 28 marzo 1973. Dopo i primi quattro album, Led Zeppelin, Led Zeppelin II, Led Zeppelin III e Led Zeppelin IV, il gruppo esce da questo “schematismo” che li caratterizza anche musicalmente ed allarga gli orizzonti con un lavoro di più ampio respiro e che non si sofferma soltanto su un genere musicale ma divaga verso sonorità differenziate. A colpire è anche la copertina dell’album, opera dello studio Hipgnosis. L’ambientazione è una delle più particolari perché la location per il set fotografico è quella delle Giant’s Causeway, in Irlanda del Nord. Meraviglia geologica e tappa imperdibile per chi visita quel Paese.

6) EMERSON LAKE & PALMER – BRAIN SALAD SURGERY: pubblicato il 19 novembre 1973. E’ il quinto album degli ELP, il primo portato nel mercato dalla etichetta Manticore appartenente proprio ai tre musicisti che l’avevano fondata all’inizio di quell’anno. Il disco rispecchia lo stile ormai consolidato del gruppo che, forse è il più prog per eccellenza dell’epoca e quello composto da musicisti che riescono ad integrarsi alla perfezione nell’esecuzione delle loro opere. L’estro di Keith Emerson nel riadattare pezzi di musica classica anche contemporanea; le capacità strumentali di Greg Lake e Carl Palmer fanno si che l’album venga collocato dalla rivista musicale Rolling Stone nel 2015 alla dodicesima posizione dei 50 migliori album progressive di tutti i tempi.

5) DAVID BOWIE – ALADDIN SANE: pubblicato il 20 aprile 1973. Rappresenta il canto del cigno del glam rock di questo istrionico artista capace di vivere le diverse epoche musicali adattandosi perfettamente alla storicità dei tempi. E’ un disco scritto durante lo Ziggy Sturdust Tour negli USA ma rappresenta la fine del periodo glam di Bowie che scioglierà gli Spiders from Mars al termine dell’Alladin sane tour. Il mito di Ziggy Sturdust, giungeva al termine in quel momento ma si apriva, allo stesso tempo, un mondo artistico fatto di grandi successi per colui che considero uno dei più grandi interpreti dello star system mondiale del mondo musicale. Il mio “caro amico” David.

4) YES – TALES FROM TOPOGRAPHIC OCEANS: pubblicato il 07 dicembre 1973. La ricerca continua di un suono che riuscisse ad andare oltre da parte degli Yes, porta ad un album doppio dove sono presenti 4 brani uno per ogni facciata del disco. Un disco dove Jon Anderson e i suoi compagni mettono in musica un’opera, molto conosciuta negli anni ’70 da chi si interessava della filosofia orientale (Autobiografia di uno yogi di Paramahansa Yogananda). Dopo il successo di Close to the Edge questo nuovo album accresce ancor più l’ambizione del leader del gruppo di scrivere qualcosa di spirituale, qualcosa che contribuisse ad accrescere la cosmicità della musica prodotta, ma tale ambizione si scontrerà con la personalità di Rick Wakeman che da lì a poco lascerà una prima volta il gruppo non condividendo lo “spirito” dell’opera.

3) THE WHO – QUADROPHENIA: pubblicato il 26 ottobre 1973. Se volete una scarica di adrenalina questo è il disco che fa per voi. Un’opera rock in tutti i sensi da cui è stato tratto anche un film nel 1979 (appunto Quadrophenia). Attenzione! Non è la colonna sonora di un film, ma è un film tratto da questo album che è un’opera rock. Gli Who erano un gruppo estremamente calato nella realtà della società inglese sin dal loro primo album del 1965, dal titolo My generation, che già la dice lunga su come Pete Townshend intendesse portare avanti il suo ruolo di leader. Quadrophenia è un disco che ti prende sin dal primo ascolto con un ritmo di rock puro, senza fronzoli. Un disco che parla della schizofrenia del protagonista della storia, delle quattro personalità di questo ragazzo mod degli anni ’60 che rappresenta, infine, le personalità dei quattro musicisti del gruppo. Disco da ascoltare assolutamente per chi non ne ha mai avuto l’occasione.

2) MIKE OLDFIELD – TUBULAR BELLS: pubblicato il 25 maggio 1973. Opera prima, di un giovanissimo Mike Oldfield, di grande successo grazie anche al fatto di essere stata utilizzata in piccola parte come colonna sonora per il film L’esorcista. In realtà questo disco è interessante perché Mike Oldfield è un polistrumentista e suona nell’album una ventina di strumenti diversi. Su Youtube è possibile vedere il video di una performance live fatta alla BBC dove, in sede di presentazione del disco, Oldfield suona con alcuni dei più grandi musicisti dell’epoca facenti parte della sua stessa casa discografica (la Virgin Records). L’importanza di tale disco, non molto conosciuto dai più giovani, è tale che la rivista Rolling Stone, lo inserisce al 17esimo posto tra i dischi progressive di ogni tempo.

1) GENESIS – SELLING ENGLAND BY THE POUND: pubblicato il 13 ottobre 1973. Cosa dire di questo disco che rappresenta uno dei massimi prodotti del periodo storico del rock progressive. Il titolo (che può tradursi in italiano con un Vendesi Inghilterra un tanto al chilo) è una frase inserita nel brano di apertura del disco (Dancing with the Moonlit Knight) tratto da Peter Gabriel da un manifesto del partito laburista che denunciava la “svendita” della nazione inglese agli interessi della finanza internazionale. Come solito del movimento prog, il disco rielabora testi culturali e storici passando per situazioni tratte dalla cronaca dell’epoca, in un contesto musicale gradevolissimo e di alto livello esecutivo. Le tastiere di Tony Banks elaborano uno dei pezzi più conosciuti di tutti i brani progressive all time: l’intro al pianoforte di Firth of Fifth.

Questa la mia personale classifica dei 10 dischi più importanti del 1973.

Per chiudere questo articolo, però, manca ancora la ciliegina sulla torta.

Si, perché non si può chiudere senza citare, per l’anno 1973, quello che è considerato unanimemente uno dei più grandi prodotti musicali di ogni tempo. E non solo perché figura al primo posto degli album progressive all time della rivista musicale Rolling Stone.

Volutamente non l’ho inserito nell’elenco perché credo che non possa concorrere con gli altri album… va considerato fuori concorso. E per questo disco non serve scrivere parole perché le parole non possono descriverlo compiutamente. Solo l’ascolto del disco può riuscire in questo.

Pubblicato il 01 marzo 1973.

THE DARK SIDE OF THE MOON dei PINK FLOYD.

Compie anch’esso 50 anni.

Auguri!



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