Martedì, 22 Ottobre 2019 15:52

UNA SCELTA DI POESIE TRATTE DA "RENAISSANCE" DI PARIDE POLIDORO

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LA RINASCITA CI TRASFORMA E CI PROIETTA VERSO UNA NUOVA DIMENSIONE

La rinascita ci trasforma; ci proietta verso una nuova dimensione. Ci confonde portandoci oltre i simulacri del piacere oggettivo. Arriva come il bisogno costante di cambiamento, di rimodellare la propria esistenza. Di arrivare ad essere una cospicua fonte di onirica essenza intesa come deposizione dei propri istinti e l’esigenza della riflessione, continua, costante. Piena di rigenerazione concettuale, capace di onorare il proprio stato vitale e trasformarlo in un caos poetico ed intellettuale. Inteso per lo più a portare all’esterno tutti i valori intimi e primordiali del nostro bisogno di essere veramente umani. Di amare ed essere amati. Scoprire il vero significato dell’esistere e, nello stesso tempo, di dare l’avvio ad una nuova inventiva dello scopo della vita stessa, non più vagamente conflittuale con il proprio pensiero. Ma una nuova fonte di forzatura mediatica con il proprio pensiero, rigenerato dalla conflittuale esigenza di giustizia e di sapere.

Portato tutto verso il simulacro vero del nostro bisogno di fratellanza e di radicale concetto del bene come essere verso un sacrario populista intenso e pieno di purezza dialettica ed esistenziale.

Mi ritrovo ora

mentre allontano la nenia

ed il triste candore della sirena

cosparsa di falsa gioia;

fa sentire il lamento

del cuore

di questo popolo vinto

ed ora nel dolore

alzo la bandiera

contro i rapaci assolti

tra il letame e la fiera

e la volontà dei canti ascoltati.

Guardiamo verso l’alto le nostre chimere

che si umanizzano nella dimensione

di attivo sentore dentro di noi;

guardiamo verso l’alto colui

che ci darà il suo sguardo di umile

affinché possiamo guardarci

con umiltà.

Colui che ci darà il suo amore

per indurci a trasformarlo in amore;

colui che ci sorriderà senza convenzioni

affinché non ci guarderemo neanche noi

con convenzioni.

Alziamo lo sguardo verso l’alto

sento che l’irrazionale sta per scendere

l’irrazionale e la grande chimera

delle nostre aspirazioni

la realtà della convinzione di essere

prostrati verso la superiorità

andiamo verso il peccato

di essere ribelli e sprezzanti

….. andiamo….andiamo……andiamo………!!!!!

C’è ancora tutto l’ardore della vita perduta

nei campi quando la notte ci prendeva

per portarci lontano

persi tu ed io

come le rondini a riposo

tra un sogno mai finto

ed un canto immacolato

finito disperso tra gli abbracci dell’inquietudine

nella confusione del verso

nello sguardo ripetuto

giorno dopo giorno

ora dopo ora

istante dopo istante

e la mano dell’eterno

di questo eterno mai domo

trovato nel miracolo del sonno liberatore

e nel diapason del silenzio

del bacio delle stelle nel cielo

Canto ancora

canto sempre

e tu canti insieme a me

lontani ed immensi

oltre l’oceano del buio

senza questa forza inusuale

assente …….miracolosa……viscida

apostrofata dall’ultimo bagliore di un fuoco amico

prima dell’arrivo del silenzio.

Illuminami musa assente nella confusione

e nel gelo del ricordo

più triste

4nella miseria della sera arrovellata

tra le grida elettriche

e la discussione dell’uccello indagatore.

Come vorrei correre verso il nulla

verso il nulla dell’ultimo lamento del bimbo

lasciato alla sera ed alla vita

non redente

non ascoltata

persa ora mentre congiungiamo

spirito e corpo

spirito…… corpo….. Assenza nella croce

dei nostri inutili

sorrisi

quasi incatramati nella fretta alle preghiere

ai simulacri simulati nella verità ormai persa

oh! Mio guerriero……….. trascinami

TRASCINAMI!

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