Giovedì, 21 Marzo 2019 13:26

21 MARZO 2019 GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

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"LA POESIA CI RICORDA CHE NON ESISTONO BARRIERE TRA GLI UOMINI" di ARMANDO CITTARELLI

“La poesia ci ricorda che non esistono barriere tra gli uomini, quando i cuori battono ad un ritmo condiviso. Con la celebrazione della Giornata Internazionale della Poesia, l’UNESCO sottolinea il potere della poesia di catturare lo spirito creativo della mente umana, e il suo essere una forma di espressione artistica fondamentale, che permette alle nostre società di riconquistare e affermare la propria identità.

 La poesia è anche uno strumento per l’educazione formale e informale. In questo senso, le arti e le pratiche culturali forniscono un supporto efficace per l’apprendimento permanente. Ecco perché l’UNESCO incoraggia e sostiene l’educazione artistica poiché rafforza lo sviluppo intellettuale, emotivo e psicologico, plasmando generazioni che possano essere capaci di reinventare il mondo.
Questa giornata è anche l’occasione per rendere omaggio a tutte le persone che danno vita a questa importante arte: i poeti, naturalmente, ma anche i traduttori, gli editori e gli organizzatori di letture di poesie e festival di poesia. L’UNESCO incoraggia tutti gli Stati membri a sostenere nelle loro azioni tutti coloro che lavorano ogni giorno affinché la poesia possa continuare ad arricchire la nostra vita.
Infine, poiché la poesia è un atto di creazione e condivisione, l’UNESCO invita tutti, in questa Giornata Mondiale, a creare, inventare, condividere e aprirsi ad altre lingue e ad altri modi di nominare il mondo, a rallegrarsi di tutto ciò che arricchisce la nostra diversità. Poiché coltivare l’arte e coltivare la mente è anche coltivare la pace” (Audrey Azoulay, direttore generale UNESCO - Messaggio sulla giornata mondiale della poesia 2018).

 

Cosa può fare la poesia?

 

Una riflessione onesta. Da qui, dove siamo, all’interno del nostro “occidente”, preoccupato del futuro. Dove l’uomo è attraversato, consumato dalle cose e dagli oggetti, con il rischio di perdere tutto, anche il pianeta dove vive. Una riflessione davanti alla memoria, laddove l’alienazione giunge alle radici, perché <<nessuno oggi, uomo o donna, può mettersi a pensare, sentire o agire se non partendo dalla propria alienazione>>. (1)

 

La poesia, con la sua parola,  vorrebbe congiungere la coscienza alla vita. Fare di ogni giorno l’esperienza di una scoperta, di un ritrovamento, di una comprensione autentica dalle quali tutto potrà rifarsi e rinascere.

Dove gli uomini non siano estraniati dall’esperienza e dalla coscienza di “persone”.

 

La poesia, però, sembra una piccola luce, una voce flebile che può offrire solo ciò che gli uomini stessi le riservano: la poesia è umana e genitrice di un sapere rivoluzionario contemporaneo ed antico, “dà la vita al seme e rinasce con il seme”. Ritorna agli originari significati etimologici: poiesis, azione.

Non è possibile per me, pensare e concepire la poesia al di là di una sua natura che è prima di tutto sociale e civile. La poesia non può abdicare al messaggio spontaneamente comunicativo.

Le parole sono innocue o peggio morte se sono incapaci di stare nell’Altro. Allora non è stanca celebrazione o una operazione di cerchie ristrette, di pochi eletti, anzi. La vera poesia parla a tutti e da tutti può essere parlata.

 

Cosa può fare la poesia in una città di provincia, dove gli abitanti hanno subìto e subiscono l’alienazione da se stessi e Terracina è un non luogo?

Può offrire l’occasione – come nel nostro caso – a giovanissimi, di imparare le mappe dei sentimenti, quelle mappe che attraverso la cultura fanno conoscere il dolore, l’amore, la speranza, l’entusiasmo, la gioia.. per essere in grado di condurre la propria esistenza senza troppi squilibri.

 

 

 

 

  • L’io diviso: studio di psichiatria esistenziale, Ronald D. Laing, Einaudi
Letto 123 volte Ultima modifica Giovedì, 21 Marzo 2019 13:32
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