Lunedì, 01 Maggio 2017 12:28

IL PRIMO MAGGIO DI 70 ANNI FA LA STRAGE DI PORTELLA DELLA GINESTRA.

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IL PRIMO MAGGIO DI 70 ANNI FA LA STRAGE DI PORTELLA DELLA GINESTRA.

Il primo esempio di collusione tra Stato e mafia della nostra Repubblica.

Il primo maggio di settanta anni fa, nel 1947, come ci ricorda Rossella Guadagnini nella sua recensione sul saggio dello storico Casarrubea "La scomparsa di Salvatore Giuliano. Indagine su un fantasma eccellente",edito da Bompiani, "in Sicilia, come nel resto d’Italia, si tornò a celebrare la festa dei lavoratori. Circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, in prevalenza contadini, si riunirono nella vallata di Portella della Ginestra per manifestare contro il latifondismo, a favore dell'occupazione delle terre incolte, e festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l'Assemblea Regionale Siciliana. All’improvviso, dalle colline circostanti, partirono delle raffiche di mitra che lasciarono sul terreno insanguinato 11 morti (9 adulti e 2 bambini) e 27 feriti, di cui alcuni morirono poi per le ferite riportate. A sparare fu Salvatore Giuliano colonnello dell'Evis, l’Esercito Volontario per l’Indipendenza in Sicilia, un corpo paramilitare guidato e finanziato dalla Repubblica di Salò". Salvatore Giuliano, da Montelepre, era un bandito divenuto leggendario anche grazie all’interesse che ebbero per lui molti giornalisti soprattutto stranieri che ne trasfigurarono l’immagine in una specie di Robin Hood. In realtà Giuliano era un criminale spietato al servizio di interessi mafiosi. Infatti, la strage di Portella fu il frutto sciagurato di un patto tra istituzioni e criminalità, servizi segreti italiani, americani e inglesi, fratellanza massonica italo-americana in chiave anticomunista e avente lo scopo immediato di bloccare le richieste di diritti dei lavoratori. Dopo la strage, Giuliano chiese l’immunità e l’espatrio per sé e per i suoi uomini. I servizi segreti e la politica romana collusa con tale progetto non rispettarono i patti e Giuliano iniziò una guerra personale contro lo Stato e i suoi rappresentanti, a cominciare dalle rappresaglie contro i carabinieri. Prese avvio una trattativa tra lo Stato e Giuliano, protetto da Cosa nostra, che ebbe, fin dallo sbarco alleato, il compito di controllare il territorio   Nel ‘49 Giuliano scrisse una lettera ai giornali, in cui affermava lo scopo politico della strage di Portella delle ginestre. Questa tesi fu smentita dall'allora ministro degli Interni, Mario Scelba. Nel 1950 Giuliano fu assassinato dal suo luogotenente Gaspare Pisciotta, il quale morì a sua volta avvelenato in carcere quattro anni più tardi, dopo aver minacciato nell'aula del tribunale, di voler rivelare i nomi dei mandanti dell’eccidio, frutto, a suo dire, di una intesa tra Stato, criminalità e polizia. Da allora non si è mai saputo chi fossero i mandanti della strage. Gli eventi di Portella della ginestra restano, nonostante le fondate e documentate ipotesi degli storici sui motivi alla base degli eventi, uno dei grandi misteri della storia della Repubblica Italiana e della democrazia incompiuta nel nostro paese.

LINK UTILI: 

https://www.youtube.com/watch?v=90NNYK-wCdc    -   http://video.repubblica.it/edizione/palermo/portella-della-ginestra-l-ultimo-sopravvisuto-vidi-gli-assassini-sparare-sulla-folla/274521/275061?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-L

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Letto 507 volte Ultima modifica Lunedì, 01 Maggio 2017 14:36
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