Giovedì, 20 Ottobre 2022 12:23

SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND: QUANDO IL VINILE INIZIO’ AD ODORARE DI ZOLFO

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CHI FU DAVVERO ALEISTER CROWLEY, IL MISTERIOSO PERSONAGGIO CHE COMPARE NELLA COVER DEL DISCO? di GIORGIO DE MARCHIS

Correva l’anno 1967 quando la Emi Records distribuì nel mondo il più innovativo e celebre album della storia del rock ( o giù di lì). Il lavoro dei “ Beatles‘, oltre a costituire una vera e propria miniera dalle cui vene estrarre idee per incredibili evoluzioni musicali ( la visione “ concept “, il rock sinfonico, progressivo, psichedelico e chi ne ha più ne metta ) presentava però anche una veste grafica decisamente rivoluzionaria, concretandosi nella sua “ cover “ raffigurante vari personaggi della politica, dell’arte e della musica che posano intorno ai “ Fab Four “ e, particolare non insignificante, alle loro statue di cera.

Creò immediatamente non poco stupore che, tra i “ cuori solitari “, figurasse anche il controverso e famigerato “ mago nero “ Aleister Crowley ( il secondo in alto da sinistra), determinando così il primo indizio di una presunta influenza sull’opera della band di Liverpool dell’esoterismo o, per alcuni critici di estrazione religiosa fondamentalistica e bigotta, di vero e proprio satanismo.

Chi fu davvero Aleister Crowley? Massone di altissimo grado, fondatore del Sacro Ordine di Thelema; esoterista a tempo pieno, ispiratore della magia rituale del Novecento, allontanato dall’Inghilterra in quanto tacciato di pratiche abominevoli e poi incredibilmente richiamato dal servizio segreto di Sua Maestà britannica quale consulente di strategie non convenzionali in funzione antinazista ( si era nel pieno della drammatica battaglia d’Inghilterra ), egli ricoprì essenzialmente il ruolo scomodo di pensatore alternativo e destabilizzante, inoltrandosi, sulla scorta di una conoscenza pressoché inarrivabile della tradizione occultistica, in una dimensione del pensiero oscura e labirintica, conducendo con sé esponenti di spicco della nobiltà, della finanza e dell’arte non solo inglesi. Dell’uomo più crudele del secolo “, come lo definirono i giornali popolari d’oltremanica”, resta sicuramente più noto l’aforismo “ Fa’ ciò che vuoi “, ad esprimere il senso di una potenzialità umana illimitata, disposta anche a sconfinare nel blasfemo e nell’osceno.

In merito alle scelta dei personaggi da inserire nella cover, Ringo Starr disse: “ Sono quelli che ci piacciono “ ed in questo senso non si può ignorare che, nel particolare critica delle tradizioni e del pensiero dominante attuata dal movimento di contestazione degli anni Sessanta del secolo scorso, Crowley godesse di notevole fama per le sue idee ed atteggiamenti anticonformisti ed estremi, dirompenti sul piano sociale, politico e comunicativo ( come ad esempio K. Marx, Il conte Dracula, od il Marlon Brando del cult movie “ Fronte del Porto, non a caso immortalati tra i membri del club del misterioso Sergente Pepper).

Ma la figura inquietante di “ colui che voleva ballare con Satana “, parafrasata secondo molti anche dagli Stones nella stupenda “ Dancing with mister D.” tornerebbe a materializzarsi anche il alcuni versi dei testi delle canzoni dell’album quali ad esempio proprio nell’incipit magistralmente interpretato dalla voce di Lennon “ It was 20 years ago today Sgt. Pepper taught the band to play” (laddove i venti anni sarebbero quelli intercorsi dalla morte di Crowley nel 1947 ).

A rendere più intrigante il collegamento tra i Beatles e Crowley c’è poi il cambiamento nella musica: non più atmosfere da spensierati adolescenti, tutto ottimismo e coretti yeah – yeah, ma brani intimistici, spesso malinconici e tristi, con testi simbolici e surrealistici, per questo quindi ancor più soggetti alla ridda delle interpretazioni.

Di certo, la tendenza ad associare i Beatles all’occultismo ed al satanismo troverà ulteriore linfa negli eventi successivi, sconfinando addirittura nelle accuse di necrofilia provocate dai dischi fatti girare al contrario (“ Number Nine “) fino ai versi di un paio di canzoni del “ bianco “ ( The Wedding Album ) vergati sui muri con il sangue delle vittime del massacro di Cielo Drive da parte degli adepti di Charles Manson.

Da allora in avanti, insomma, a giudicare anche da quanto avvenne per grandi band quali i già citati Stones ed i Led Zeppelin (ma l’elenco sarebbe davvero lunghissimo, e senza bisogno di scomodare l’esplicito black metal) il rock finirà per affiancarsi al “ grande padre Blues “ nella vulgata pubblicitaria di “ musica del diavolo".

Letto 414 volte Ultima modifica Giovedì, 20 Ottobre 2022 12:48
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