Domenica, 28 Maggio 2017 09:10

MA DAVVERO SARANNO I GIOVANI A BATTERE I POPULISMI? UNA RIFLESSIONE SUL DISCORSO DI OBAMA AL SUMMIT SEEDS & CHIPS DI MILANO

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Dal 8 al 11 Maggio, a Milano, si è tenuto il Summit Seeds&Chips sull’alimentazione innovativa e quella del futuro. Tra tutti gli ospiti uno dei più attesi è stato Barack Obama

Dal 8 al 11 Maggio, a Milano, si è tenuto il Summit Seeds&Chips sull’alimentazione innovativa e quella del futuro. Tra tutti gli ospiti uno dei più attesi è stato Barack Obama, ex-presidente degli USA, che ha parlato il 9 maggio tenendo un keynote speech, per poi dialogare con Sam Kass, suo chef-consigliere.

Nel suo discorso Barack Obama ha parlato anche ai giovani, riferendosi ai populismi mondiali che stanno avendo sempre più consensi, preoccupando coloro che non appoggiano questo tipo di politica.

Barack Obama ha affermato: << Saranno i giovani a battere i populismi >>. Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito ad una costante nascita e diffusione di partiti politici  la cui forza propagandistica si basa sul populismo. I leader di questi movimenti sfruttano a proprio vantaggio gli umori e spesso anche le paure degli ascoltatori, i quali appartengono alla classe popolare medio-bassa e facilmente si fanno condizionare dalle parole, vere o false che siano, dei loro idoli politici. Il discorso di Barack Obama, al Summit tenutosi a Milano, può essere un messaggio positivo alle nuove generazioni, un augurio affinché esse riescano a non farsi adulare dalle “belle” parole dei leader del nostro tempo portatori, come quelli di un doloroso passato, di sentimenti di odio e di paura.

Eppure, dobbiamo fare alcune considerazioni.

Persone come Donald Trump in America  sono riuscite ad arrivare alla carica di “Presidente degli Stati Uniti” facendo semplici promesse xenofobe, razziste e nazionaliste, utilizzando la paura delle persone incrementata dall’ignoranza generale.

Così sta accadendo anche in Europa e più nello specifico in Italia, dove la Lega Nord sfrutta il fenomeno dell’immigrazione in chiave negativa, usando slogan come: “Prima gli italiani”, per arrivare al consenso del popolo.

In Francia, invece, abbiamo recentemente assistito al ballottaggio per l’elezione del Presidente della Repubblica tra Le Pen e Macron (con la vittoria di quest’ultimo). In questo caso le Front National ha raggiunto il 39% dei voti, di cui gran parte proveniva da un elettorato giovane.

Forse dall’esterno può sembrare sconcertante che dei ragazzi, nati in un’epoca di globalizzazione, i quali dovrebbero essere a tutti gli effetti cosmopoliti, abbiano scelto di seguire il capo di un partito nazionalista, il cui scopo è di chiudere frontiere che dovrebbero essere abbattute e di respingere qualsiasi persona che non sia francese.

Dal punto di vista di chi sta vivendo quest’epoca da giovane è più che comprensibile come tutto ciò sia accaduto: la mia generazione sta crescendo in un ambiente privo di riferimenti moderni che possano trasmettere un messaggio positivo; molti ignorano la politica in quanto essa appare monotona e gestita da persone di generazioni troppo lontane; altri vivono prendendo spunto dal passato ed evitando i problemi attuali e, se posti di fronte ad una scelta, preferiscono il male minore; altri ancora se ne interessano e ascolano questi leader populisti aggrappandosi alle loro idee, poiché viste inconsciamente come unica via di fuga, anche se esse comprendono sentimenti di odio e paura nei confronti della diversità.

Riporre fiducia nei giovani vorrebbe dire educarli prima alla storia e agli avvenimenti passati, studiando le loro reazioni, educarli alla filosofia, alla politica, dando loro l’opportunità di scegliere il meglio per il loro futuro, educarli anche alla curiosità, cosicché essi non credano ciecamente alle parole dei leader, i quali sono discreti oratori e riescono a manipolare il popolo, ma vadano oltre i discorsi e si informino riguardo leggi e progetti politici, diventando veri cittadini  capaci e coscienti di ciò che accade nella loro realtà.

Barack Obama ha affermato: << Saranno i giovani a battere i populismi. >>, ma non saranno loro a batterli, saranno le menti istruite a cambiare il futuro .

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