Mercoledì, 05 Aprile 2023 07:48

LA STRAGE DI CUTRO. IMMIGRAZIONE E MORTI IN MARE

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LA PRIORITA' E' SALVARE LE VITE UMANE di DOMENICO DI FRANCIA 3A AFM

Un viaggio in mare può essere molto pericoloso: non solo bisogna superare molti ostacoli nelle acque tempestose, ma bisogna far fronte all’egoismo di alcuni uomini che nei viaggi per mare dei migranti vedono una occasione di guadagno continuando, incuranti, a sfidare la natura. Dal mio punto di vista è deplorevole che nel 2023 ancora non siano stati risolti i problemi relativi all’ immigrazione.

L'ennesimo naufragio (dopo quello di Siderno), stavolta è avvenuto a Steccato di Cutro, Crotone.

Erano circa duecentocinquanta le persone che viaggiavano su una barca di piccole dimensioni, provenienti da Iraq, Iran, Afghanistan e Siria, in cerca di una vita migliore. È di novantuno morti, di cui trentacinque minori il bilancio temporaneo della strage dei migranti davanti le coste della Calabria. Il naufragio, avvenuto la notte tra sabato e domenica dello scorso 26 febbraio potrebbe aver causato la morte di oltre cento persone. I soccorritori hanno provato a salvare i migranti, ma molti di loro erano già dispersi. Il governo ha commentato l’accaduto sostenendo che la cosa più importante è fermare queste partenze, senza dare importanza ai salvataggi nel mare.

Negli ultimi quindici anni sono più di trentamila le morti in mare e la strage di Cutro non sarà l’ultima sicuramente. Questo è uno dei motivi per cui ci sono state molte manifestazioni per protestare e chiedere ragione delle morti in mare. La più importante è stata quella avvenuta a Crotone dove si sono presentate circa un migliaio di persone, per chiedere verità e giustizia per ciò che è accaduto.

Non si può lasciare che il mare e le coste siano la causa di migliaia e migliaia di morti.

Sono oltre quaranta le associazioni che hanno presentato un esposto alla procura di Crotone, perché non si può stare in silenzio di fronte all’ennesima strage.

Il processo di immigrazione oggi è essenziale, soprattutto per le persone che abitano al di fuori del l’Italia, per diversi motivi, quali la povertà, la guerra, le malattie, la mancanza di cibo e di lavoro, per cui è giusto che scappino dal loro Paese. L’Ulisse dantesco nel suo viaggio aveva l’obiettivo di ritornare nella sua patria, ma essendo sempre stato un uomo curioso convinse i compagni ad abbandonare il ritorno per proseguire oltre le colonne di Ercole (oggi stretto di Gibilterra), limite invalicabile allora per ogni uomo. Ulisse fu motivato al viaggio dal desiderio di conoscenza, non i migranti di ieri e di oggi. Essi partono dalla loro terra alla ricerca di una vita migliore.

Ma vi sono stati tanti “ritorni” nella storia e nella letteratura. Il cantautore Vinicio Capossela ha scritto, musicato e cantato un brano intitolato Nostos, che fa riferimento ai Nostoi, poemi greci che descrivevano il ritorno degli Achei in patria, dopo la distruzione di Troia. Le immagini, nel video su Youtube, della canzone sono tratte dalle registrazioni effettuate dalla guardia di Finanza nei pressi di Lampedusa. Le parole di questo brano e le immagini rendono ancora più drammatica e forte la situazione che si vive da tempo nel mare tra Lampedusa e il Nord Africa.

 

Letto 421 volte Ultima modifica Mercoledì, 05 Aprile 2023 09:45
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