Lunedì, 15 Maggio 2023 12:50

IL 27 MAGGIO CADE IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI DON MILANI. LO RICORDIAMO CON DUE ARTICOLI SULLA SUA FIGURA E LA SCUOLA DI BARBIANA

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DI RUBEN BUONAUGURIO E FRANCESCA MASI - CLASSE 1 A AFM

RICORDANDO DON LORENZO MILANI E LA SUA SCUOLA

Don Lorenzo Milani nasce a Firenze il 27 maggio 1923 in una famiglia borghese che si trasferì a Milano sette anni dopo. Lì Lorenzo completò gli studi. Nell’ottobre del 1942, a causa della guerra, i Milani ritornarono a Firenze e proprio in questo periodo Lorenzo incontrò don Raffaele Bensi, che fu il suo direttore spirituale. Nel novembre del 1943 entrò nel Seminario Maggiore di Firenze; il 13 luglio 1947 fu ordinato prete e nel novembre 1954 venne mandato a Barbiana, frazione del comune di Vicchio, nel Mugello, dove divenne priore. Lì creò una scuola, radunando i figli di contadini, pastori ed operai a cui insegnò. Questa scelta fu la conferma che Lorenzo Milani non si pentì mai di aver seguito la sua vocazione: nonostante appartenesse ad una famiglia elitaria di Firenze decise di lasciar tutto.

La “sua” scuola è un luogo nella quale bambini o ragazzi passano delle ore ad imparare ciò che non sanno. Non è questo banale, perché molti di quei bambini avevano abbandonato la scuola dell’obbligo e, prima di conoscere don Milani, lavoravano nei campi e nelle stalle, perché molte volte erano stati bocciati in prima elementare. Nella scuola di Barbiana si dava moltissima importanza alla parola, utilizzata come arricchimento e confronto tra pari : ogni ragazzo ha in sé ricchezze infinite e attraverso la parola può esprimerle. A ciò va aggiunto che a Barbiana era anche esaltata e incentivata la conoscenza delle lingue straniere e si sfruttava ogni occasione per confrontarsi con le persone di madrelingua.

Il sistema educativo di don Milani è un sistema in cui regna la condivisione, il rispetto reciproco e il non lasciare nessuno indietro., ma soprattutto non sono presenti programmi disciplinari. Il suo modello scolastico è anni luce avanti a quello tradizionale. La scuola di oggi è ben organizzata, un po' troppo burocratica e secondo me ha dei limiti. Si dovrebbero far esercitare gli alunni con quasi solo “discipline pratiche”, in modo che essi possano imparare attraverso l’esplorazione, attraverso gli sbagli, gli errori e i tentativi. La scuola oggi fa studiare a tutti sempre le stesse cose, in questa maniera tutti pensiamo la medesima cosa e non esiste più il pensiero individuale, creando dei ragazzi riflettori e non pensatori. La scuola  occupa molti anni della nostra vita e a maggior ragione dovrebbe essere organizzata per riuscire a far progredire i ragazzi e non a farli regredire. C’è bisogno di innovazione, di aumentare il numero dei laboratori e di non rendere gli studenti robot.

Le pulci, che vengono messe in un barattolo chiuso, saltano in esso, ma quando verrà aperto non supereranno il barattolo e non usciranno fuori, perché sono state obbligate a non uscire e non avranno mai il coraggio di farlo. Lo stesso succede oggi, tutti i giorni, nelle istituzioni scolastiche.

Ruben Buonaugurio , classe prima, sezione A, indirizzo AFM

 

 

 

PENSO CHE LA SUA SCUOLA SIA LA MIGLIORE …

Sono rimasta affascinata dalla Scuola di Barbiana. Penso che sia la migliore, come metodo di insegnamento, soprattutto. Imparare le lingue (la scuola inizia nel 1956) ascoltando canzoni è una trovata eccezionale, ma anche mettersi tutti attorno ad un grande tavolo, invece di avere banchi, steccati ed una grande cattedra solo per il professore. Riflettendo sul ruolo degli insegnanti, molti dovrebbero imparare da Don Milani. Lui e i suoi ragazzi vedevano l’andare a scuola non come un obbligo, ma come un piacere. Preferivano “andare” trecentosessantacinque giorni l’anno a scuola per tutto il giorno, invece che spalare e pulire la “merda delle vacche”, come si legge in Lettera ad una professoressa”.

I professori della scuola dell’obbligo non avevano mai dato loro delle possibilità, li avevano giudicati e discriminati. Erano ormai abituati ad essere rimandati anno per anno, perché ai professori non importava del figlio di un contadino, ma del figlio del dottore.

Don Milani è da ricordare per quello che ha fatto, perché ha aperto una strada a questi ragazzi; ha dato loro la possibilità di studiare perfino più materie di quelle della scuola dell’obbligo.

Ad esempio falegnameria oppure arte potrebbero essere materie da imparare soprattutto col metodo di Don Milani.

Con i ragazzi della sua parrocchia scrisse anche due testi . Quello che abbiamo letto è Lettera ad una professoressa, un libro, pubblicato nel 1966, dedicato ad una insegnante, per parlare dell’ingiustizia e di come la Scuola di Barbiana sia così diversa dalle altre.

Penso che oggi si abbia bisogno di conoscere don Lorenzo Milani e la sua scuola, perché è stato il primo a credere nei ragazzi e tuttora esercita la sua influenza positiva. Ne è prova il fatto che ha cambiato il mio modo di vedere la scuola e sono sicura che cambierebbe il parere su di essa chiunque legga il suo libro o chiunque conosca ciò che ha fatto.

Francesca Masi, classe prima A indirizzo AFM

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