Giovedì, 24 Maggio 2018 17:39

E' RITORNATA SU NETFILX “TREDICI”. LA SERIE CHE HA SPOPOLATO TRA I GIOVANI

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"13" HA SAPUTO CREARE EMPATIA PERCHE' NON NASCONDE LE DIFFICOLTA'. MOSTRA  COME IL PERCORSO PER RINASCERE SIA DIFFICILE PER TUTTI. di GLORIA TURCATO

Dal 18 maggio Netflix ha proposto in 190 Paesi la seconda stagione del teen drama 13. Un secondo capitolo in cui si va alla ricerca della verità e della giustizia, in cui "gli altri", quelli che sono stati a guardare, svelano le proprie fragilità, ma con timore verso le conseguenze delle proprie azioni. Dal punto di vista narrativo la scelta di far raccontare alla vittima, Hannah Baker, tutta la storia è stata vincente. Il pubblico ha recepito con grande emotività il messaggio principale che la vicenda intende comunicare, cioè quello di denunciare quegli eventi che tendiamo a tenere dentro per paura o vergogna. Come sottolinea l'autore della serie, Brian Yorkey, "il realismo è fondamentale, perché non si può edulcorare la realtà quando si raccontano dei temi importanti e molto sentiti tra le giovani generazioni come il bullismo, l’emarginazione e il suicidio . In America i ragazzi sono grati a 13 perché ha portato alla luce il problema che rende difficile la loro vita. Quando un giovane si toglie la vita le ragioni appaiono inspiegabili e possono rimanere segrete. Chi è vittima di abusi spesso è riluttante ad aprirsi. Non deve esserci nessun imbarazzo a parlare di omosessualità, uso di droghe o della paura di non sentirsi all'altezza". Queste, in fondo, sono le stesse motivazioni che hanno recepito  i ragazzi di tutto il mondo che hanno adottato prima il thriller psicologico scritto da Jay Asher e poi la serie televisiva come uno dei modi per comprendere e dare voce alla realtà del loro tempo.  Un altro motivo del successo di 13 possiamo trovarlo ancora nelle parole di  Brian Yorkey  secondo cui la narrazione raggiunge il picco quando quelli che si trovano sempre in secondo piano, quelli allontanati da tutti riescono a farsi vedere e sentire e non sono più invisibili. Da adolescenti tutti abbiamo vissuto questa esperienza. La società ci vuole perfetti, spesso si deve corrispondere a un modello imposto da ragioni lontane dal nostro modo di essere e allora arriva il disagio e spesso la solitudine e l’emarginazione con conseguenze imprevedibili. Ma se guardiamo bene possiamo vedere una luce:  “la diversità è una ricchezza. Anche se lo si capisce soltanto crescendo".

Letto 706 volte Ultima modifica Giovedì, 24 Maggio 2018 17:49

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