Mercoledì, 30 Gennaio 2019 12:33

MIGRANTI. L'ITALIA CHIEDE DI RIVEDERE LA MISSIONE SOPHIA

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VEDIAMO CHE COSA E' LA MISSIONE CHE L'ITALIA VUOLE CAMBIARE di FLAVIA BOTTIGLIA

Nel 2015, in seguito ad un grande naufragio nel Mediterraneo che costò la vita a ottocento eritrei, l’Unione Europea decise di intervenire. Nasce la cosiddetta “operazione Sophia". Il compito di operazione Sophia è contrastare il traffico di esseri umani fermando o mettendo fuori uso i mezzi usati dagli scafisti. D’altro lato però, le imbarcazioni militari hanno anche l'obbligo di prestare soccorsi e effettuare salvataggi. Vi partecipano ventisette paesi su ventotto: ne è esclusa la Danimarca. L’Italia detiene il comando delle operazioni e in questa fase, in corso fino a marzo 2019, le forze europee posso procedere a fermi, ispezioni, sequestri e dirottamenti delle barche sospettate, al di fuori delle acque Libiche per le quali occorre il permesso dell’ONU.  Dal 2015 ad oggi la missione ha avuto delle proroghe che hanno aggiunto nuovi compiti: la formazione della guardia costiera e della marina libiche e il contrasto al traffico di armi nella zona di operazione;  l’istituzione di un meccanismo di controllo del personale in formazione per assicurare l’efficienza della formazione della guardia costiera libica, nuove attività di sorveglianza e raccolta informazioni sul traffico illecito delle esportazioni di petrolio dalla Libia e miglioramento della possibilità per lo scambio di informazioni sulla tratta di esseri umani con le agenzie Frontex ed Europol. Una curiosità: il nome ufficiale Eunav For Med Sophia, appuntato nell’ottobre 2015, è un omaggio a Sophia, bambina somala nata il 24 agosto sulla nave tedesca Schleswig-Holstein dopo il salvataggio della madre nel Mediterraneo. Ed è di questi giorni il ritiro della Germania che non invierà più navi perché pensa che l’Italia stia gestendo in maniera insensata tutta la faccenda. L’Italia d’altra parte, per voce del ministro dell’Interno Salvini, chiede il cambio delle regole: cioè il patto che tutti i migranti salvati debbano sbarcare in Italia. L’Europa e non solo l’Italia deve ospitare i migranti attraverso un sistema condiviso di quote. Ma questa richiesta, che non è materia di competenza del ministro dell’interno, ma del ministro degli esteri, non è approvata da molti paesi e sarà materia di discussione al prossimo rinnovo della missione.

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