Venerdì, 20 Aprile 2018 20:12

IL SEGRETO DELLA FELICITA'

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Forse pochi sanno che il corso più seguito nei 317 anni di storia dell’università di Yale riguarda la felicità. Allora non è scontato riflettere sul concetto di felicità. di SIMONE MASCI

Forse pochi sanno che il corso più seguito nei 317 anni di storia dell’università di Yale riguarda la felicità. Quest’anno il corso “Psychology and the good life” ha quasi 1.200 iscritti ed è stato scelto da uno studente su quattro.  Non è banale, allora, porsi una domanda su che cos’è questa felicità che tutti inseguiamo. Come si fa ad essere felici in modo autentico e totale? A questi interrogativi difficilmente riusciamo a dare una risposta. Di certo, non basta soddisfare i bisogni primari come la fame e la sete per essere felici, anche perché altrimenti non risulteremmo tanto diversi dal “buon selvaggio” di Rousseau! Sono necessari i beni terreni? La fama? La ricchezza? Il potere? No! Ciò che rende davvero felice un uomo è tutt’altro. Non sono rari i casi di persone molto potenti e ricche, ma estremamente infelici. Essi, infatti, sono vittime della loro stessa indole avara e materialista e tendono spesso ad isolarsi, a concentrare tutte le loro energie sugli affari e su una  carriera sempre più prestigiosa, rinunciando ad avere legami affettivi con altre persone. A rendere veramente felice una persona è qualcosa di più profondo, spirituale, sentimentale, ed è proprio questa sua astrattezza a rendere la felicità un concetto a tratti indescrivibile e del tutto soggettivo.

C’è chi raggiunge la felicità attraverso la generosità, chi invece attraverso la compagnia dei propri cari, altri ancora ci arrivano con la realizzazione professionale. Ognuno di noi ha la propria concezione di felicità e il proprio modo di raggiungerla. In ogni caso, essa attiene sempre ed esclusivamente al mondo dei valori più elevati: all’amore, alla solidarietà, all’amicizia, all’impegno civile, alla fede politica o religiosa.

La felicità è sempre qualcosa da conquistare, da desiderare, da costruire con le nostre forze, con tenacia e con un impegno prolungato nel tempo. Non ci viene regalata da nessuno.

La nostra vita è una tela e noi ogni giorno vi dipingiamo sopra con le nostre esperienze virtuose, rendendola un’opera d’arte. Per creare la nostra opera, noi “artisti” dobbiamo porci delle sfide apparentemente impossibili, degli obiettivi che siano di difficile realizzazione, dei traguardi che in un primo momento ci stimolino a dare il meglio di noi e, una volta raggiunti, ci donino quella gratificazione che ci renda fieri. Ecco, questo è il segreto della felicità!

Siamo tutti liberi di essere felici e nessuno può impedircelo! La felicità è un diritto dell’uomo! Ce l’ha detto per la prima volta Benjamin Franklin nella Dichiarazione di indipendenza degli U.S.A nel 1776. In questo documento, il pioniere della Rivoluzione americana ha sostenuto che il diritto alla vita, alla liberà e, appunto, alla felicità sono diritti inalienabili dell’uomo.

Purtroppo, per molti, la percezione della felicità resta legata a ciò che si possiede. Questa falsa credenza, però, rende l’uomo schiavo del consumismo e del suo incessante desiderio di avere sempre di più in una spirale che non ha mai fine. E’ così che, paradossalmente, con l’aumento del benessere economico, non aumenta di pari passo il livello di felicità, perché aumentano anche le aspettative dell’uomo. Questo fenomeno è dimostrato da alcuni studi scientifici condotti in Europa e negli U.S.A: nonostante la qualità della vita sia aumentata negli ultimi 20 anni, il grado di felicità è oggi pressoché lo stesso rispetto a quel periodo.

Per essere felici non basta, dunque, il potere e neppure la ricchezza. La felicità non è nulla di concreto ed è per questo che l’uomo non sarà mai capace di arrivarci con il progresso scientifico e tecnologico.

La felicità ha mille segreti. Spetta ad ognuno di noi individuare il percorso che ci guidi fino ad essa!

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